PPWR: cosa cambia con il nuovo Regolamento europeo e come adeguarsi
Il mondo degli imballaggi è al centro di una profonda trasformazione normativa. Dal 12 agosto 2026 trova infatti applicazione il Regolamento (UE) 2025/40, conosciuto come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation, il nuovo quadro legislativo europeo dedicato agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio. La normativa sostituisce progressivamente la precedente Direttiva 94/62/CE e introduce requisiti comuni per progettazione, produzione, utilizzo, etichettatura, riutilizzo e gestione del fine vita degli imballaggi.
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Per le aziende il PPWR non rappresenta quindi soltanto un aggiornamento delle regole relative alla raccolta differenziata, ma un cambiamento più ampio che coinvolge l’intero ciclo di vita dell’imballaggio. L’obiettivo dell’Unione Europea è ridurre la quantità di rifiuti prodotti, limitare il consumo di materie prime vergini, aumentare il ricorso a materiali riciclati e rendere gli imballaggi più facilmente riciclabili o riutilizzabili. La Commissione Europea dedica una sezione specifica al PPWR con indicazioni e documentazione per imprese e operatori economici.
Che cos’è il PPWR e perché è importante per le imprese
Il Regolamento europeo 2025/40 si applica, in linea generale, a tutti gli imballaggi e ai relativi rifiuti, indipendentemente dal materiale utilizzato o dalla loro origine. Il suo campo di applicazione comprende quindi plastica, carta e cartone, vetro, metallo, legno e imballaggi composti da più materiali. La normativa interviene sia sulle caratteristiche fisiche dell’imballaggio sia sulle modalità con cui viene immesso sul mercato e successivamente gestito come rifiuto.
Uno degli obiettivi più significativi è fare in modo che entro il 2030 gli imballaggi presenti sul mercato europeo siano riciclabili in modo economicamente sostenibile. A questo si aggiungono misure finalizzate all’aumento della plastica riciclata, alla riduzione degli imballaggi superflui e alla promozione di sistemi di riutilizzo e ricarica. Il regolamento introduce inoltre restrizioni su alcuni formati di imballaggio monouso e specifiche limitazioni relative alle sostanze considerate problematiche, tra cui i PFAS negli imballaggi destinati al contatto con alimenti.
Come devono adeguarsi le aziende al nuovo regolamento
L’adeguamento al PPWR dovrebbe essere affrontato come un processo strutturato e non come un semplice intervento grafico sulle confezioni. Il primo passo consiste nel realizzare una vera e propria mappatura degli imballaggi utilizzati dall’azienda, individuando materiali, componenti, dimensioni, peso, destinazione d’uso, modalità di smaltimento e filiera di approvvigionamento.
Successivamente sarà necessario verificare la conformità dei singoli imballaggi rispetto ai requisiti previsti dal regolamento, valutando in particolare la possibilità di ridurre peso e volume senza compromettere la funzionalità, la riciclabilità dei materiali, la presenza di materiale riciclato negli imballaggi in plastica e l’eventuale possibilità di ricorrere a soluzioni riutilizzabili. Il PPWR stabilisce infatti che il peso e il volume degli imballaggi debbano essere ridotti al minimo necessario per garantirne la funzionalità.
Per le imprese diventa quindi importante coinvolgere non soltanto il reparto acquisti o il fornitore dell’imballaggio, ma anche progettisti, responsabili di prodotto, marketing e area tecnica. La conformità deve essere verificata lungo la catena di fornitura e accompagnata dalla documentazione necessaria a dimostrare il rispetto dei requisiti applicabili.
Un ulteriore aspetto riguarda l’etichettatura. La normativa europea introduce progressivamente un sistema armonizzato, destinato a rendere più uniforme la comunicazione sulle caratteristiche dell’imballaggio e sulle modalità di conferimento nei diversi Paesi europei. Secondo le indicazioni di CONAI, fino all’11 agosto 2028 è possibile mantenere l’attuale sistema italiano di etichettatura ambientale, mentre successivamente entreranno in gioco le nuove disposizioni armonizzate previste dal PPWR e dai relativi atti di esecuzione.
La soluzione tecnica: dalla verifica alla gestione digitale
Per affrontare il PPWR in maniera efficace, la soluzione tecnica non consiste semplicemente nell’inserire una nuova dicitura sul packaging. È necessario costruire un sistema in grado di raccogliere, organizzare e aggiornare le informazioni relative agli imballaggi, collegandole ai prodotti e ai diversi mercati in cui vengono commercializzati.
In questo scenario possono assumere un ruolo centrale le piattaforme digitali per la gestione delle informazioni di prodotto e dell’imballaggio. Un sistema strutturato può permettere di associare a ciascun prodotto dati come materiale, peso delle singole componenti, composizione, percentuale di materiale riciclato, informazioni sulla riciclabilità, istruzioni di conferimento e documentazione tecnica. In questo modo l’azienda può disporre di una base dati centralizzata dalla quale generare le informazioni necessarie per siti web, cataloghi, schede prodotto, sistemi di e-commerce ed eventuali supporti digitali collegati al packaging.
La componente digitale diventa particolarmente interessante anche considerando che il PPWR prevede l’utilizzo di tecnologie di marcatura digitale standardizzate e aperte per identificare la composizione dei materiali degli imballaggi. Il regolamento prevede infatti l’adozione di specifici atti di esecuzione dedicati anche alle tecnologie di identificazione digitale.
Per un’azienda questo significa poter trasformare la conformità normativa in un processo digitale più controllabile. Un QR code o un’altra soluzione di identificazione digitale, quando utilizzata secondo le modalità previste dalla normativa, può diventare un punto di accesso a informazioni aggiornate sul prodotto e sul suo imballaggio, riducendo la necessità di concentrare tutte le informazioni sulla superficie fisica della confezione.
Quale sarà l’impatto sulle aziende
L’impatto del PPWR sarà differente a seconda del settore, delle dimensioni dell’impresa e della tipologia di imballaggi utilizzati. Per alcune aziende sarà necessario intervenire direttamente sul design delle confezioni, modificando materiali, formati o componenti. Per altre l’impatto potrà riguardare soprattutto la gestione dei dati, la documentazione di conformità, l’etichettatura e i rapporti con i fornitori.
Nel medio periodo il regolamento potrebbe generare anche conseguenze economiche. La riprogettazione degli imballaggi può comportare costi iniziali legati a ricerca, sviluppo, nuovi materiali, nuovi stampi e aggiornamento delle linee produttive. Allo stesso tempo, una riduzione del peso e del volume degli imballaggi può tradursi in una diminuzione dell’utilizzo di materia prima, dei costi logistici e dei volumi trasportati. Il PPWR mira proprio a favorire un mercato nel quale gli imballaggi più efficienti e circolari diventino progressivamente la soluzione più conveniente.
L’impatto non sarà quindi esclusivamente ambientale o normativo. La nuova disciplina può diventare anche un’occasione per ripensare il packaging come parte integrante della strategia aziendale, trasformando un obbligo di conformità in un processo di innovazione. Ridurre materiali inutili, semplificare le confezioni, utilizzare materiali riciclati e progettare pensando al fine vita significa intervenire contemporaneamente sulla sostenibilità e sull’efficienza del prodotto.

Imballaggi nell’UE: il divario verso gli obiettivi 2030
Nel 2023 ogni cittadino dell’Unione Europea ha generato mediamente 177,8 kg di rifiuti di imballaggio. Sebbene il 67,5% circa sia stato riciclato, gli imballaggi in plastica mostrano ancora una distanza significativa dagli obiettivi europei: il tasso di riciclo si è fermato al 42,1%, mentre il target previsto per il 2030 è del 55%. Il dato evidenzia la necessità di intervenire non solo sulla gestione del rifiuto, ma anche sulla progettazione degli imballaggi e sulla scelta dei materiali.
Fonte: Eurostat, Packaging waste statistics, dati 2023.
Eurostat, Packaging waste statistics, dati 2023.
Perché conviene iniziare subito
Il fatto che il PPWR sia un regolamento europeo direttamente applicabile rende particolarmente importante prepararsi per tempo. Il regolamento è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e si applica generalmente dal 12 agosto 2026; alcune disposizioni, tuttavia, prevedono scadenze successive, come quelle relative a specifici divieti e requisiti.
La Guida della Commissione Europea sul PPWR, pubblicata nel giugno 2026, rappresenta inoltre un riferimento importante per interpretare le disposizioni e facilitare l’applicazione uniforme del regolamento. Anche CONAI ha aggiornato nel luglio 2026 le proprie FAQ con chiarimenti operativi rivolti alle imprese.
Per le aziende, quindi, il momento giusto per intervenire è prima che la conformità diventi un’urgenza. Analizzare gli imballaggi attualmente utilizzati, raccogliere i dati, verificare i requisiti applicabili, confrontarsi con i fornitori e progettare una gestione digitale delle informazioni consente di affrontare il cambiamento con maggiore controllo.
Il PPWR non è soltanto una normativa sui rifiuti, ma una nuova regola di progettazione del packaging europeo. Per adeguarsi non basta chiedersi come smaltire un imballaggio: occorre iniziare a progettare pensando a quanto materiale utilizzare, come produrlo, come riutilizzarlo, come riciclarlo e come comunicare in modo corretto tutte queste informazioni. Per le imprese che sapranno anticipare questa trasformazione, la normativa può diventare non solo un vincolo, ma un’opportunità concreta di innovazione, efficienza e competitività.
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